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La proposta Costantini (2231/2007) per la modifica della legge 8 febbraio 2006, n. 54

Con la proposta di legge 2231/2007, depositata in data l'8 febbraio 2007 (esttamente ad un anno dalla riforma introdotta con la legge 8 febbraio 2006, n. 54), gli onorevolo Costantini e Mura sottopongono all'attenzione della consulta parlamentare le modifiche alla vigente legge ritenute necessaria al fine di rendere chiara e certa la norma in questione, da più parti accusata di aver generato forti sperequazioni e antinomie nella sua interpretazione e applicazione da parte degli operatori del diritto.

In particolare, nella proposta viene reso maggiormente esplicito e viene dotato di maggiore effettività il cosiddetti principio della bigenitorialità, ovverosia il diritto, anzitutto dei minori, a conservare un rapporto equilibrato con ciascun genitore.

I problemi interpretativi della recente legge sono messi in evidenza dal proponente quando introduce il principio della doppia residenza, affermando che "la nuova formulazione evidenzia la scelta a favore di due case, pur di continuare ad avere due genitori", e ancora: "un’accoglienza del nuovo indirizzo parziale e disomogenea pone l’Italia in serio imbarazzo di fronte al trend che si manifesta con sempre maggiore evidenza negli altri Paesi del mondo occidentale, nei quali i princìpi della bigenitorialità vengono affermati e applicati con sempre maggiore vigore e incisività. Si veda, ad esempio, il caso del Belgio dove, per iniziativa del vice Primo ministro Madame Onkelinx, socialista, è stato introdotto e privilegiato addirittura l’affidamento paritetico: legge 18 luglio 2006, basata sulla doppia residenza, ispirata agli stessi concetti della legge francese n. 305 del 4 marzo 2002, sulla résidence partagée (residenza alternata), ma più avanzata di questa, poiché prevede, in più, che i tempi di permanenza presso i due genitori siano equilibrati".

Ulteriore proposta, sempre in applicaziojne del principio della bigenitorialità, è quella volta a privilegiare un contributo al mantenimento diretto e non presuntivo e forfettario, prevedendo una formulazione "per capitoli di spesa".

Infine, viene reso maggiormente esplicito il ricorso alla mediazione familiare, prevedendo un "invito" del Giudice ai coniugi da rivolgere in caso di esito negativo del tentativo di conciliazione.

La proposta ha già suscitato diverse prese di posizioni, anche negative, da parte di alcune associazioni di genitori separati, che la ritengono troppo poco chiarificatrice rispetto alla norma che vorrebbe correggere ed interpretare.

La proposta integrale presentata alla Camera dei Deputati

Data: 16.02.2007
Autore: Avv. ANDREA TOTÒ

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